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- 02/10/2022
Qual è la cura per la sindrome di Menière?
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Salve, ultimamente soffro di attacchi di vertigini abbastanza lunghi, con fastidi all'orecchio persistenti e temo possa trattarsi della malattia di Menière. In attesa di ricevere una diagnosi più approfondita, mi piacerebbe sapere come si tratta la sindrome di Meniere. Grazie.
Questa malattia è causata da un idrope, ovvero sia, da un aumento della pressione dei liquidi labirintici di cui però non sappiamo la vera genesi. Si è parlato negli ultimi anni del ruolo svolto dalle acquaporine, cioè da delle proteine che favorirebbero il riassorbimento dell’acqua a vari livelli nei vari tessuti umani, in particolare di acquaporine molto sensibili all'ormone antidiuretico ADH.
Sarebbero presenti a livello delle strutture labirintiche, facilitando questo in pazienti predisposti all’insorgenza dell’idrope. Questo ha fatto modificare le vedute del passato, facendo sì che fosse proposta una dieta iperidrica allo scopo di tenere basso il livello di ormone antidiuretico. Infatti, una mancanza d’acqua o una disidratazione favorirebbe il riassorbimento dell’acqua per una maggiore produzione di ormone antidiuretico.
Per cui, assumendo più acqua, manteniamo l’ormone antidiuretico a livello minimo.
Non sappiamo quindi la vera genesi della malattia di Meniere, sappiamo però che è una malattia che risente molto dello stato psico emozionale del paziente, infatti, le situazioni di stress, le situazioni ormonali nella donna possono favorire l’insorgenza della malattia. Su queste basi, la terapia della malattia di Meniere è prevalentemente dietetica, con le norme igienico sanitarie che fanno sì che sia controllato l’apporto di sodio che deve essere basso, non solo del sodio del sale da cucina presente nella nella dieta, ma di tutti gli alimenti che possono contenere sodio e anche i livelli di zucchero devono essere mantenuti sotto controllo, che sia iperidrica e che, per quanto possibile, non utilizzi o utilizzi il meno possibile le sostanze eccitanti, quali caffè, sigaretta, te.
Dal punto di vista puramente farmacologico, può essere utile l’utilizzo di sostanze ad effetto diuretico localizzato, specie se risparmiatori di potassio (clortalidone) o diuretici che hanno un’azione di inibizione sull’anidrasi carbonica oppure l’uso di diuretici osmotici, tra i quali il mannitolo, specialmente durante la crisi.
Come farmaci, si consiglia sicuramente l’uso della betaistina che ha un’attività a livello dei nuclei vestibolari e a livello periferico, facilitando l’attività dell’istamina, come neuromediatore. Infatti, questa sostanza agisce a livello dei recettori H3, cioè recettori antistaminici H3, bloccandoli e inibendo il reuptake dell'istamina a livello della sinapsi e favorendo così la persistenza dell’azione dell’istamina nella sinapsi.
Questa sostanza è dose dipendente e deve essere utilizzata ad alti dosaggi, almeno 24 mg per 2 volte al giorno per lunghi periodi, può essere utile sia nella fase acuta che nella fase di mantenimento, possono essere utili terapie complementari quali la neuroauricoloterapia (una neurofisiologia applicata dimostrata scientificamente dall’OMS), la terapia con agopuntura e nelle donne bisogna dare particolare attenzione all’uso di contraccettivi estroprogestinici che possono facilitare uno stato di ritenzione idrica.
Sarebbero presenti a livello delle strutture labirintiche, facilitando questo in pazienti predisposti all’insorgenza dell’idrope. Questo ha fatto modificare le vedute del passato, facendo sì che fosse proposta una dieta iperidrica allo scopo di tenere basso il livello di ormone antidiuretico. Infatti, una mancanza d’acqua o una disidratazione favorirebbe il riassorbimento dell’acqua per una maggiore produzione di ormone antidiuretico.
Per cui, assumendo più acqua, manteniamo l’ormone antidiuretico a livello minimo.
Non sappiamo quindi la vera genesi della malattia di Meniere, sappiamo però che è una malattia che risente molto dello stato psico emozionale del paziente, infatti, le situazioni di stress, le situazioni ormonali nella donna possono favorire l’insorgenza della malattia. Su queste basi, la terapia della malattia di Meniere è prevalentemente dietetica, con le norme igienico sanitarie che fanno sì che sia controllato l’apporto di sodio che deve essere basso, non solo del sodio del sale da cucina presente nella nella dieta, ma di tutti gli alimenti che possono contenere sodio e anche i livelli di zucchero devono essere mantenuti sotto controllo, che sia iperidrica e che, per quanto possibile, non utilizzi o utilizzi il meno possibile le sostanze eccitanti, quali caffè, sigaretta, te.
Dal punto di vista puramente farmacologico, può essere utile l’utilizzo di sostanze ad effetto diuretico localizzato, specie se risparmiatori di potassio (clortalidone) o diuretici che hanno un’azione di inibizione sull’anidrasi carbonica oppure l’uso di diuretici osmotici, tra i quali il mannitolo, specialmente durante la crisi.
Come farmaci, si consiglia sicuramente l’uso della betaistina che ha un’attività a livello dei nuclei vestibolari e a livello periferico, facilitando l’attività dell’istamina, come neuromediatore. Infatti, questa sostanza agisce a livello dei recettori H3, cioè recettori antistaminici H3, bloccandoli e inibendo il reuptake dell'istamina a livello della sinapsi e favorendo così la persistenza dell’azione dell’istamina nella sinapsi.
Questa sostanza è dose dipendente e deve essere utilizzata ad alti dosaggi, almeno 24 mg per 2 volte al giorno per lunghi periodi, può essere utile sia nella fase acuta che nella fase di mantenimento, possono essere utili terapie complementari quali la neuroauricoloterapia (una neurofisiologia applicata dimostrata scientificamente dall’OMS), la terapia con agopuntura e nelle donne bisogna dare particolare attenzione all’uso di contraccettivi estroprogestinici che possono facilitare uno stato di ritenzione idrica.
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Risposta a cura di:
Dr. Giulio Giovanni Sulis
Medico Chirurgo
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dagli utenti
Aree di specializzazione
-
Curriculum
Istruzione e Formazione: - Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1988 presso l'Universita di Cagliari - Specializzazione in Otorinolaringoiatria dal 1992 - Socio fondatore AICNA (Accademia Italiana Citologia Nasale 2009) - Diploma CIES ( collegio Internazionale Studi di Statica 2001) - Diploma di neuroposturologia clinica e kinesiologia secondo il concetto neuroanatomico Bourdiol Bortolin rilasciato nel 2006 dal GEMMER italia Gruppo Europeo Medicina Manuale e Reflessologia) - Diploma di primo e secondo livello per uso TRT nella terapia degli acufeni rilasciato dal Prof J Astreboff 2001 - Diploma di Auricoloterapia conseguito il 13 giugno 2013 presso l'Universita' Parigi 13 - Diploma Agopuntura Tung presso AMIAR (Associazione Italiana Medicina Integrata - Diploma Agopuntura Estetica (Agolifting) presso AMIAR (Associazione Italiana Medicina Integrata) - Docente di otoneurologia presso AIFROMM (accademia internzaziinale di formazione e ricerca in osteopatia e medicina manuale) -
Aree di competenza
- Esperto in Yamamoto Nutrition
- Esperto in citologia
- Esperto in otoneurologia
- Esperto in posturologia
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Strutture sanitarie in cui opera
Studio Medico Privato - Dr. Giulio Giovanni SulisVia Paolo Paruta, 13, Cagliari, CA, Italia
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